12 nov 2013

The Walking Dead - 4x05 - Internment


"E' un mondo difficile e vita intensa, felicità a momenti e futuro incerto"
Tonino Carotone cantava così tanto tempo fa e noi oggi riproponiamo questa massima di vita mentre ci accingiamo ancora una volta nelle fredde e pericolanti sceneggiature di The Walking Dead.

Stranamente per molti prodotti televisivi il quinto/sesto episodio rappresenta la svolta narrativa, dopo alcune puntate passate a suonarsela e cantarsela da soli, le stagioni prendono il via.

C'è riuscito anche The Walking Dead?





Il problema di questa serie non sono i soggetti proposti ne i personaggi (perlomeno quelli che riescono a reggere la storia in termini di recitazione) ma sono probabilmente i montatori e i fotografi di scena, quei ruoli cioè che dovrebbero giocare un ruolo CARDINE dell'atmosfera sporca, disperata e irrimediabilmente perduta che aleggia nella storia.

Non hanno molte colpe gli showrunner giunti a questo livello di consapevolezza: le colpe sono da imputare ai manovratori di programma di videoediting e ai tecnici che allestiscono il set in termini di luci ed ombre.

Se c'è un grosso problema con Internment è il fatto che le esperienze vissute nel blocco di isolamento della prigione, sembrano una recita scolastica più che un miglio verde per chiunque è entrato e lì sta soffrendo, fino a morire.
Le luci non sono corrette, le atmosfere che si respirano non sono corrette, i giochi di ombre e di totale oscurità sono buttate senza un rigore logico e le scene si intramezzano senza un chiaro scopo empatico.

C'è un morbo che dovrebbe essere una normale influenza ma che riduce i corpi peggio della peste bubbonica londinese dell'800, c'è un clima teso volto a suggerire allo spettatore "Sanno di morire, ma stanno protraendo e lottando con tutte le loro forze, probabilmente inutilmente"
Ma ciò che IO penso d'aver percepito, dubito lo abbia percepito la popolazione mondiale che segue questo telefilm, mi stupisce sempre di più l'immenso e caloroso pubblico che possiede il serial zombie della AMC, giunto ad un quinto episodio che nei primi 15 minuti mi fa pensare solamente "Ma dove cazzo siamo? Ma perché?"

Come se non bastasse in questi minuti il fantasma di Lori Grimes, morta com'è giusto che sia, si impossessa di Rick di ritorno dal giro di perlustrazione-qualcosa-boh e impone al figlio Carl di lavarsi i denti e di farli lavare anche a Judith e Beth, gli altri due reclusi minorenni della zona sicura.
Uno spazzolino? In un mondo dove orde di accalcano sul recinto perimetrale ed un morbo sta decimando la popolazione, l'unico modo per Rick di lasciare fuori il suo figlio maggiore dai giochi è....fargli combattere la placca?
Ma vaffanculo va!
E lo ammette lui stesso poi due secondi dopo, che simili scuse non reggeranno per sempre, nemmeno con gli spettatori di The Walking Dead.


Vi ho sufficientemente preparati al peggio?

Bene!
Perché questa puntata, al di là della drammatica piattezza iniziale E' UNA PICCOLA BOMBA!

Considerati i minuti (relativamente scarsi in termini di empatia) di terminalità del blocco detentivo, quello che si mostra dopo i canonici 15 minuti, è una dinamite che si innesta e continua a consumare miccia, pronta ad esplodere e distruggere tutto.

Per alcuni momenti ho pensato che fosse meglio così, ma poi finalmente ho visto un The Walking Dead con i ruoli ben piazzati, con quella sensazione di nulla è per sempre e NULLA è dato per scontato.

Finalmente ho visto quel pizzico di pepe che mancava dall'inizio della terza stagione, alla morte di T-Dog e Lori.

Archiviata per questa settimana almeno, la vicenda di Carol e del suo allontanamento, la prigione collassa.
Non fisicamente ma in maniera più subdola, con i malati che giunti ormai al loro ultimo respiro ritornano ad infestare le celle e minacciare i pochi vivi.
I più accreditabili sono Hershel, Glenn, Sasha e Lizzie, gli unici che lo show ha permesso di evolvere e gli unici del quale ci interessa veramente qualcosa.

Assistiamo ad un vero e proprio ritorno dalle tombe di massa, con i malati che diventano zombie quasi all'unisono e minacciano tutti indistintamente, ma assistiamo anche a ciò che fin dalla premiere della stagione minacciava il quieto vivere della prigione: l'abbattimento delle recinzioni esterne.


Entrambi gli eventi accadono nel medesimo momento e con pochissimi all'interno che possono sedare entrambi i problemi.

Così mentre Hershel pressoché da solo tenta di salvare i suoi compagni ancora vivi dagli zombie che iniziano ad invadere il blocco, Rick (e suo figlio Carl, chiamato in suo aiuto) tentano di recintare il perimetro, inutilmente.
Gli zombie all'esterno invadono l'area interna della prigione, Rick ha solo un modo per fermare l'assalto: fornisce a Carl uno dei fucili d'assalto per casi d'emergenza e assieme alla prole inizia a falciare gli aggressori.
Incredibilmente la cosa lo smuoverà anche recitativamente per qualche minuto, accorgendosi come pure il figlio sapeva recitare...e sparare anche molto bene.

Il blocco invece vede l'ingresso di Maggie accorsa in aiuto del padre e del fidanzato, elimina alcuni morti mentre Hershel, con molta sorpresa (perfino sua), riesce ad eliminare i rimanenti.
Ci manca solo un grosso problema: Glenn sta soffocando nel suo stesso sangue e l'ambu per ventilarlo manualmente è ancora nella bocca di uno zombie.

Ne succedono i 3 minuti di telefilm che ci mancavano: la sorte di uno dei Main Character a rischio, un'apparente morte e per pochi istanti,  la sensazione che Glenn sia un altro dei personaggi che ci lascia in eredità la sua performance finora.

Fortunatamente di morti ne abbiamo visti a sufficienza, l'esterno è salvo e il blocco viene ripulito dai pochi morti rimasti.
Daryl, Michonne, Tyreese e Bob arrivano subito dopo la fine dell'emergenza, portando medicine e finalmente donando una speranza plausibile a tutti, quasi a tutti forse.


Un episodio buono, non ottimo ma decisamente una boccata d'aria fresca anche sul fronte delle performance offerte.dagli attori.

Sorvolando sempre su Andrew Lincoln si registra una dose di disperazione convincente per Hershel (Scott Wilson) e Maggie (Lauren Cohan) che sanno gestire bene l'emergenza con i loro sguardi ma anche con silenzi, che erano fortemente deleteri nella prima parte dell'episodio.

Se non si era già capito comunque, episodio quasi completamente Hershel-centrico.

Esistono molti detrattori delle recensioni negative su The Walking Dead che sostengono come sia impossibile per la serie mantenersi qualitativamente così alta per tutti gli episodi, esistono perciò episodi di "raffreddamento" necessari per scaldare gli animi e prepararsi ad un episodio come Internment.

Tuttavia dico a lor signori che se una serie per 4 episodi è una cagata recitata da cani e per un episodio migliora, questo non fa di lei un prodotto geniale che stuzzica il pubblico, è solo un modo per dimostrare quanto stupide siano le persone che dicono che è geniale.

Seriamente avrei 10 modi diversi per condurre un episodio come Indifference (il precedente) in modi migliori di quanto è stato fatto, avrei altri 20 modi per ridirigere l'episodio 3 chiamato Isolation e dare a quell'episodio una parvenza di senso così come è stato fatto in questo (ripeto, sempre superato l'inizio).

The Walking Dead sta migliorando? No, è come un adolescente a scuola "E' bravo, ma non si applica"
The Walking Dead ha spazio per migliorare? Certo! Solo i morti non possono migliorare.
The Walking Dead è una cagata? Considerando tutto ciò che ho detto, il cagometro di questa serie si è spostato verso la qualità ma siamo ancora BEN LONTANI dagli astri della prima stagione.

Vedete di rigare dritto, SerialValley vi tiene d'occhio, morti che camminano!

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Extended Content

.Rimandato a domenica prossima il discorso con Daryl per la sorte di Carol, vedremo.

.Rimandato a domenica prossima anche la reazione di Tyreese nel sapere che Carol è l'assassino della sua bitch! Vedremo!

.E fuori dalla prigione, a pochi centimetri dai nostri eroi chi è che con il suo occhietto spia i nostri? Il Governatore ovviamente

.Il promo del prossimo episodio promette talmente tante esplosioni e colpi di scena che comincerò a scrivere la recensione già oggi, consapevole che un promo pompato come un film di Michael Bay è paragonabile solo ad un orgasmo di una tartaruga cerebrolesa come intensità.


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