8 gen 2014

The Walking Dead - 4x08 - Too Far Gone


La recensione che tutti stavano aspettando ma che nessuno avrebbe voluto leggere.

The Walking Dead è un franchise che continua a macinare numeri e soldi di tutto rispetto, a costo però di una qualità recitativa che è una montagna russa ed una storia che nonostante le premesse intriganti, diventa blanda e in certi punti addirittura demenziale.

La lunga pausa presa dal serial tv (che ritornerà a Febbraio 2014) ci permette di fermarsi, ragionare a bocce ferme e sviscerare come zombie affamati, l'ultimo episodio trasmesso "Too Far Gone": indietro non si torna!


Questo episodio è stato un climax, una parabola ascendente che ha iniziato una ripida salita in un preciso momento ma che, come altri episodi passati (di stagioni passate) ha rischiato sempre di rimanere basso, senza una curva, senza una salita e fondamentalmente senza un senso!

Too Far Gone questo senso finalmente lo trova applicando la battaglia finale (stavolta DAVVERO battaglia) tra il Governatore e Rick con i rispettivi gruppi, tendo a chiamarlo Governatore perché a parte la relativa base iniziale dell'episodio, Brian dimostra con quel gesto che scatena la battaglia, di non essere cambiato e anzi, di essere ulteriormente precipitato nel delirio e nella follia.


Un delirio che il Governatore scatena uccidendo uno dei protagonisti principali della serie dalla seconda stagione che si congeda nel modo più violento possibile (ed inimmaginabile dato il risvolto della malattia nella prigione, che sembrava averlo condannato), Hershel muore dilaniato dalla spada di Michonne, impugnata dal Governatore prima come minaccia a Rick se non faranno entrare il gruppo e poi come arma per liberare ogni eccessiva forma di violenza pulp che invece, il Governatore dei fumetti di Robert Kirkman ci aveva abituati fin dal suo primo ingresso in scena.

Il confronto dapprima articolato solo a parole e discorsi, come solo un buon americano saprebbe fare, diventa poi una sparatoria ed una distruzione senza precedenti nel serial degli zombie: usando Michonne ed Hershel come merce di scambio, il Governatore tenta di far esiliare il gruppo di Rick dal penitenziario però un discorso motivazionale dell'ex poliziotto induce l'uomo a cambiare approccio e scatena tutta la sua furia prima uccidendo Hershel e poi scatenando le sue forze di terra (carro armato incluso) contro le recinzioni e la prigione.


Inizia un bagno di sangue! Che culmina poi in un'invasione di vaganti attirati dalle esplosioni e dai colpi.
In questa bolgia si distingue la ferma necessità di andarsene dalla prigione: un bus preparato all'occorrenza fa togliere di scena alcuni elementi ancora vivi da Woodbury e dal morbo, tra questi c'è anche Glenn che appena rimessosi dall'epidemia, non è assolutamente a conoscenza degli eventi.

C'è un confronto fisico tra Rick e il Governatore, uno di quelli che nemmeno il fumetto ha avuto il coraggio di mostrare e che fin dall'inizio sembra vertere a favore del dittatore in persona che però, pochi attimi prima di uccidere la sua nemesi, viene trafitto ed apparentemente condannato a morte da Michonne che fin dalle prime battute della stagione lo aveva detto "Io ucciderò il Governatore".
Finisce apparentemente così la carriera del nemico (il primo o secondo se consideriamo Shane nella lista) di The Walking Dead, trafitto da una spada e successivamente freddato definitivamente da Lily, accorsa sul campo di battaglia con la figlioletta Megan, morsa da un vagante mentre stava giocando.
Il gruppo dei sopravvissuti di Atlanta/Woodbury si frammenta ulteriormente: Daryl e Beth. Sasha, Bob e Maggie. Tyreese ed i bambini (ma sembrerebbe non la piccola Judith Grimes). i rimasugli della nuova Woodbury dispersi in azione. e i due protagonisti: Rick e Carl che dopo aver "non" trovato il cadavere di Judith scappano dal penitenziario semi distrutto senza guardarsi indietro.

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Un episodio che più di così non poteva essere, com'era giusto aspettarsi dopo un altalenante livello qualitativo della serie (giunta con questo episodio alla fine della prima parte).


Ciò che non è stato Welcome To The Tombs è stato invece Too Far Gone, ancora mi è difficile pensare a come sia stato possibile concepire un episodio così mal riuscito che purtroppo ha dovuto fare i conti con le sue conseguenze ed ha gettato le basi per una rielaborazione narrativa che a conti fatti, per il Governatore, è stata decisamente un toccasana. Una panacea.

Gli abitanti di Woodbury erano figure di cartone 6x6 stereotipati tanto che in una scena si può vedere pure la versione reale di Consuelo, la governante messicana dei Griffin.
Gli abitanti di New Woodbury (o se vogliamo, il gruppo che prima era di Caesar Martinez) per quanto stilisticamente senza background godono invece di una volontà ferrea alla lotta, sono e sembrano ex militari pronti a tutto pur di sopravvivere.
L'unico difetto imputabile a loro in questo episodio è il fatto che smantellano quei cancelli e quella prigione come se non avessero compreso che lì dovrebbero andarci a vivere, ad un certo punto li muove solo la ferma volontà di uccidere gli occupanti in quanti più modi distruttivi possibile. Questo è stato un difetto a mio parere, anche se posso immaginare che i "fumi della guerra" abbiano annebbiato la loro vista.





Conclusione giusta anche per il ruolo di Lily che dal romanzo in cui veniva chiamata April diventa la controparte fumettistica che appare in Woodbury e che nel fumetto, elimina definitivamente il Governatore dopo aver assistito all'esecuzione di Lori e Judith (eh si, nel fumetto Lori moriva nell'assalto alla prigione, schiacciando poi con il suo cadavere la neonata).


Fondalmentalmente un episodio che si regge bene nella tensione e nella messa in moto degli eventi per un motivo semplice: viene lasciato poco spazio ai dialoghi, se non all'inizio e si preferisce muovere gli attori e la narrazione solo tramite le azioni ed i gesti, questo è un serial degno del nome che porta.
E' un conflitto a fuoco tra due fazioni di MORTI CHE CAMMINANO sullo scenario di un mondo post-apocalittico.
Non c'è spazio per parlare, dire cretinate, doing stuff e altre amenità che invece lo show ci ha abituato.

Mi aspetto che dai prossimi episodi il fattore "uccidi prima di essere ucciso" diventi il dogma che è diventato anche nei fumetti, senza più scambi di battute o discorsi filosofici sulla vita e sulla morte.
Questi sono gli episodi che nonostante tutto, rendono The Walking Dead, il successo planetario che è, anche perché conflitto a parte di zombie se ne vedono davvero pochi rispetto gli episodi passati.

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CONSIDERAZIONI A FREDDO SU THE WALKING DEAD MIDSEASON 2013

Un titolone che sta a "chiudiamo la parentesi aperta finora e prepariamoci ad aprirne una nuova, si spera, ottima".


In tanti su internet non si spiegano il successo di una serie come questa, e devo dire che al di là di alcuni episodi ben gestiti e ben mirati, me lo domanderei anche io!
Questa stagione CONFERMA questa linea di pensiero della società umana sul serial di punta della AMC: premesse enormi e una tonnellata di risvolti psicologici intriganti che si perdono in una marea (alta marea) di cazzate e scelte di trama che sono comprese SOLO dagli sceneggiatori e probabilmente dai finanziatori che rimangono convinti della bontà di questo progetto!

Il fatto che ci siano buchi nella trama ma soprattutto nella psicologia dei personaggi che fanno una cosa e poi sembrano dimenticarsi d'averla fatta negli episodi successivi mi fa pensare che la recitazione di Andrew Lincoln non sia scarsa per lui, ma per il fatto che l'attore stesso non riesce a capire cosa stia facendo e la fa senza più amor per la parte.
Sarebbe una spiegazione molto adeguata al ritmo che ci ha abituato Glen Mazzara e Frank Darabont nelle passate stagioni.


Scott M.Gimple invece ha tirato fuori qualcosa di diverso già nella passata stagione (con l'episodio Clear) e sta cercando in tutti i modi di farlo con questa, andando a cozzare con quanto già fatto in passato e tirando le fila di un gruppo più numeroso (che nessuno voleva, parlo di Woodbury) e di trame accennate ma mai risolte.
Ora le trame si sono praticamente azzerate: l'abbandono della prigione, la separazione del gruppo (che sicuramente si ricongiungerà dal prossimo episodio) e la fine della trama del Governatore non può che portare un'enorme boccata d'aria fresca allo show che, gestito da abili mani, potrebbe davvero risultare migliore e finalmente stabile con le sue divagazioni morali e psicologiche.


Abbiamo già due elementi intriganti da approfondire: il misterioso sfamatore di zombie che ha pure dissezionato un topo dentro i corridoi della prigione (davvero c'è bisogno di questa suspence? Davvero nessuno ha capito che chi sfama i topi è quasi sicuramente Lizzie Samuels, la bambina?) e che porterà ad un interessante sviluppo di Carl (se le premesse del fumetto si manterranno) e l'ingresso in scena del trio Eugene, Rosita e Abraham che già nelle anticipazioni pre-season erano stati ufficialiazzati.

Se nessuno conosce codesti individui nessun problema, evidentemente non sapete che nei fumetti due di loro sono ancora in vita e sono parte delle storie.


Tirando le somme, dal momento che ho visto le recinzioni della prigione crollare ho capito come la serie stesse prendendo finalmente la direzione che tutti volevano fin dalla stantia conclusione della stagione precedente: c'è un nuovo mondo ora da dipingere, vediamo quanto bravo sarà Scott Gimple nel dipingerlo.
Ho molta fiducia dato che ha dimostrato di sapere cosa vuol dire "trattare" con il materiale originale senza per questi motivi, inserire cose già lette nel fumetto e per questo, meno interessanti per gli interessati.

Noi saremo qui a recensire anche i nuovi episodi, vediamo se le intenzioni sono buone e se, conclusa la prigione, i problemi di The Walking Dead saranno stati sepolti con essa.

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Extended Content 

.Numerose sono le citazioni (citazioni!!! Non PLAGI) tratti dal fumetto a partire dal titolo che è il 4° episodio della serie ad avere un titolo di uno dei volumi: le altre citazioni sono fondalmentalmente legate al Governatore che nomina finalmente la sua frase più famosa "Kill'em All" davanti ai recinti della prigione, al discorso che fa rivolgendosi alla sua gente per muovere guerra agli occupanti del penitenziario.

.A morire per i colpi di katana inferti dal Governatore, nel fumetto c'era Tyreese. Hershel moriva invece per un colpo in testa sparato a bruciapelo dopo l'assalto alla prigione.

.Rick e Carl si separano così dal gruppo anche nel fumetto e Rick pronuncia la frase "don't look back"

.Curiosamente in tutti i midseason finale di The Walking Dead muore una ragazzina: nel primo era Sophia, nel secondo Penny mentre in questo Megan.

.Alla morte del Governatore appare on-screen anche il pezzo del re degli scacchi, la sua caduta dimostra e conferma come il governatore (che si considerava il re di una delle fazioni) sia stato sconfitto.

.La quarta stagione di The Walking Dead si apre e si chiude nel midseason finale con la donna del cinghiale o Clara che Rick lascia morire nella foresta e che ora è insieme agli altri vaganti all'assalto della prigione.

.Ho avuto, per la prima volta, occasione di vedere un episodio PRIMA in originale inglese e POI doppiato in italiano: l'ottimo lavoro di Christian Iansante su Rick Grimes permette al poliziotto protagonista di avere decisamente una marcia in più rispetto la sua controparte originale, soprattutto nelle scene del pianto.

.Judith Grimes potrebbe essere viva. Secondo me è morta! I bambini quando fuggono non hanno nessun neonato in braccio nell'ultima scena a loro dedicato e di più, il canale non avrebbe mai permesso la visione di un neonato sbranato. Questo e altri motivi mi spingono a pensare che Judith sia rimasta uccisa dagli zombie.




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