Dopo due stagioni fatte di alti e bassi e punti di vista diametralmente opposti, l'horror series di Ryan Murphy e Brad Falchuk si confronta oggi con la difficile sfida della verità: tre stagioni sono state senza una direzione ben precisa, arrivarci però con delle crepe così vistose nel modo di "raccontare" le storie è molto rischioso.
Questa potrebbe perciò essere l'ultima stagione di American Horror Story e analizzeremo ora i primi tre episodi trasmessi.
1x01 - Bitchcraft
Il primo episodio è quello che non si scorda mai. Perlomeno così è nelle altre serie, le premiere delle altre stagioni di AHS non hanno mai brillato per aver saputo tenere in piedi la storia, anzi spesso sono stato un motivo di allontanamento precoce degli spettatori quanto a confusione visiva e narrativa.
Bitchcraft invece, a differenza di Murder House che era detestabile e di Asylum che era altrettanto dimenticabile (se non per l'atmosfera psicotica) funziona bene da sola come puntata.
Mostra la nuova, variopinta ambientazione della stagione e suggerisce un cambio di rotta sul modo di raccontare la storia: niente più un passato e presente che viaggiano quasi in parallelo, sembra che al di là di piccoli e ben incasellati momenti flashback, il passato sia solo l'ingranaggio con il quale si vuole raccontare il presente, l'evoluzione del male e la sua prosecuzione storica.
Il male in questo caso è rappresentato da un personaggio REALMENTE esistito nella New Orleans del primo 1800: Madame Marie Delphine LaLaurie che nella serie ha il volto di Kathy Bates.
Borghese bianca di nobili natali con schiavi e tre figlie da poter maritare per accrescere ancora di più il suo piccolo impero americano, Madame LaLaurie è oltre a tutto questo, anche una strega che come da tradizione del sud degli Stati Uniti, ama realizzare le sue fatture ed i suoi incanti tramite il sangue e la sofferenza dei suoi schiavi neri, almeno finchè...le cose non cambiano.
Nel presente invece la storia è quella di Zoe Benson (Taissa Farmiga), una ragazza che scopre molto sfortunatamente di essere dotata di poteri da strega, mandando in coma e successivamente alla morte il suo fidanzato. Viene mandata controvoglia a New Orleans nell'istituto protetto di streghe diretta da Cordelia Foxx (Sarah Paulson), con lei lì ci saranno altre giovani donne con poteri soprannaturali: Madison Montgomery (Emma Roberts) con svariati poteri, la bambola vodoo vivente Queenie (Gabourey Sibide) e la veggente Nan (Jamie Brewer).
Ad affiancarsi al ricco cast c'è l'immancabile attrice Jessica Lange qui nei panni di Fiona Goode, madre di Cordelia e precedentemente arrogante Suprema strega, la massima autorità in fatto di poteri ed influenza del soprannaturale.
La serie promette grandi cose fin dall'inizio, è ovviamente mossa da fili che sembrano non capire dove portano e perché portano in determinate situazioni ma mostra un nuovo fil rouge dedicato interamente alle streghe, perdipiù con pochissimo attori maschi che possano "subbissare" le colleghe femmine.
Si ritrova ovviamente Evan Peter qui nei panni di Kyle, un giocatore di football che muore già nel primo episodio per la vendetta di Madison sul suo gruppo di beoti violentatori.
Rimane il proverbiali ricorso al sesso che almeno nella prima stagione è lo strumento con il quale Madison stravolge le vite di Kyle e del suo gruppo e anche di Zoe, che consapevole ormai di non poter tornare indietro, ricorre ai suoi poteri volontariamente.
E nel finale, riappare direttamente dal 1830, proprio Delphine.
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1x02 - Boy Parts
Ricapitolando: Delphine non è mai morta, addirittura nel passato con uno dei flashback si scopre che è stata privata dei suoi poteri e costretta a diventare immortale, sopravvivendo alla sua famiglia e finendo nelle mani di Fiona, che desiderosa di essere immortale anch'ella, sequestra la donna.
Non solo quello anche la sua acerrima rivale (che poi è anche la rivale di Fiona) ossia la sacerdotessa vodoo Marie Laveau (Angela Bassett) è viva e ha portato altri "amici" dal passato.
Si riprendono alcune piccole tematiche solo accennate nella prima puntata: l'infertilità di Cordelia che apre le porte alla scena soft-core per eccellenza dell'episodio, la ricomparsa di una strega delle Louisiana che, nonostante i tempi siano cambiati, viene bruciata viva ma sopravvive giusto per iniziare un pellegrinaggio nelle paludi, resuscitare alligatori uccisi dai bracconieri che a loro volta vengono sbranati, e allestire un piccolo rifugio nel quale l'unico vero compagno è una radio con la musica di Fleetwood Mac e di Stevie Nicks.
Arrivano i primi incredibili strafalcioni narrativi di AHS-C ossia l'atteggiamento della protagonista Zoe che da titubante adolescente, non batte ciglio nel ricostruire dalle decine di cadaveri dell'obitorio, il corpo del suo amico/ragazzo Kyle, morto nell'incidente dello scorso episodio e smembrato in mille parti.
Con l'aiuto di Madison, l'attrice più debole della serie, Zoe ricostruisce Kyle e lo rianima con un'antica maledizione che però sembra non sortire un effetto positivo anzi trasforma Kyle in uno zombie protettivo nei confronti di Zoe.
Misty Day (Lily Rabe) la strega della palude aiuterà poi Zoe nell'alleviare le pene del resuscitato in cambio della compagnia delle persone.
I binari e le mille sottotrame di ogni American Horror Story diventano più pesanti e passano veloci tra di loro, da quelle già citate alla ricomparsa del "Minotauro" passando poi tutte per il personaggio di Jessica Lange, l'unica attrice su cui davvero si poggia la serie da qui al 2011.
Incomprensibile il motivo che spinge Delphine, dopo essere fuggita dalla sua prigionia, a ritornare nelle grinfie di Fiona con tanta facilità.
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1x03 - The Replacement
Dopo due episodi era doveroso e richiesto da parte della serie un avviso sulla strada che questa stagione (ma in realtà, come ho detto tutta la serie) andava a prendere, i tempi non sembrano ancora maturi abbastanza o forse non lo saranno mai.
Sta di fatto che il terzo episodio è debole e crea nuovamente assurdità narrative demenziali anche troppo per un prodotto come American Horror Story, tra tutte la sottotrama sessuale tra Queenie e il Minotauro, creata forse durante le riprese da due autori allupati ma che non ha davvero motivo di esistere.
Ci sono scelte narrative coraggiose invece, come quella della madre di Kyle e dello stesso resuscitato che creano un piccolo momento di critica sociale all'urlo di "incesto" e poi c'è ovviamente il ruolo delle due grandi streghe, una di queste purtroppo non è Delphine, diventata una schiava e privata di ogni carisma ma Fiona e Marie Laveau, stregoneria pura e semplice da una parte, vodoo caraibico dall'altra.
Intrecciano, si scontrano (nel secondo episodio peraltro quasi fisicamente, creando una bellissima sequenza) e giocano con le vite degli altri tipo Cordelia, diventata ormai certa della sua steriilità e con una trama già vista nella prima stagione che spero si concluderà in molta fretta.
Viene arricchita la parte relativa al ruolo di Suprema, il leader delle streghe, una sorta di dono multipotere che solo la Suprema è in grado di padroneggiare, a volte senza nemmeno accorgersene.
Fiona scopre in Madison, la più spregiudicata e "bitch" della serie, la qualità per diventare Suprema, cosa che ovviamente la bionda attricetta (anche nella finzione) non capisce di avere, nell'ultimo confronto tra le due, Fiona rivela come la sua morte darà il massimo potere alla nuova suprema ma Madison incapace di prendersi la sua vita e forse ubriaca quasi quanto Fiona finisce con il morire subendo il primo MORTO PROTAGONISTA della serie (escluso ovviamente Kyle).
Depotenziata Delphine LaLaurie è difficile trovare ora un canovaccio narrativo sufficientemente forte da contrastare la supremazia attoriale di Jessica Lange.
La parte dei due giovani innamorati (Evans e Farmiga) è debolissima anche perché sa di già visto nelle precedenti stagioni, rimane una dolcezza ambigua di Lily Rabe e una regina del Vodoo assolutamente temibile e pure detestabile come quella di Angela Bassett.
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Extended Content
.Kathy Bates è l'attrice che ha portato sullo schermo uno dei personaggi più terrificanti di Stephen King: Annie Wilkes da "Misery non deve morire"
.Mi chiedo come sia possibile che la scuola che fa il verso ad Harry Potter (pure direttamente con una battuta) sia gestita da una donna, Cordelia, che passa l'80% del suo tempo a cercare di fare un figlio mentre nel restante 20% litiga con la madre, che intanto spadroneggia, porta in gita le streghe e fa i suoi comodi tranquilla e serena
.Graditi ritorni quelli di Taissa Farmiga e Denis O'Hare (che qui interpreta il muto domestico della scuola, Spalding).
.Personalmente parlando, date lo show in mano a Jessica Lange e Lily Rabe e saranno scintille, così come sono stati i momenti condivisi in Asylum.





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