2 gen 2014

American Horror Story Coven - 1x07 + 1x08 - The Dead + The Sacred Taking


Diversamente da quanto avevo scritto nei propositi del nuovo anno sono TRE le puntate che questo blog non ha analizzato del pluridemenziale ma a tratti coinvolgente e sempre affascinante American Horror Story, miniserie horror di Ryan Murphy che, giunta alla sua terza incarnazione ospita stavolta le vicende ingarbugliate e intricate di una congrega (coven, appunto) di streghe in perenne lotta con la mortale branca magica del vodoo.

Tralasciamo le spiegazioni (rintracciabili nei post passati) e via con il doppio appuntamento, presto ci sarà l'episodio 9 invece.


THE DEAD 


Kyle e Madison sono i principali interessati di questo episodio anche se tutti gli altri comprimari e grandi protagonisti si affacciano alle vicende proseguendo quella linea narrativa sempre più incasinata e stratificata mossa nei precedenti capitoli.

Kyle e Madison sono gli unici del gruppo che infatti hanno subito la morte e, seppur con tempi diversi, ci sono rimasti morti stecchiti.
SOLO che Kyle è un ammasso di corpi multipli con diverse memorie al suo interno e probabilmente ricordi confusi e offuscati che lo fanno sembrare un Frankenstein animalesco più che uno zombie, Madison invece è una versione più disinteressata e stronza dell'originale, solo molto più demoralizzata dalla vita e soprattutto dalle emozioni che già erano ai minimi storici prima (per diversi traumi ed esperienze) ed ora sono nulle dato che mangiare fino a scoppiare e ingerire ogni genere di sostanza, non crea la benché minima sensazione nella ragazza.
A questo duetto (triangolo per la presenza incostante dell'incostante Zoe che ne pensa una e non ne conclude mezza) si aggiunge la presenza della "nuova" Cordelia che acquisito il potere di leggere il "background" delle persone semplicemente toccandole, scopre l'altarino di Madison e soprattutto scopre come la madre Fiona sia la responsabile assoluta per la morte della ragazza.


Fiona, proprio lei la grande mattatrice che muove le fila dietro le quinte ha iniziato una sordida e clandestina relazione con un uomo che dopo la notte bollente di sesso si presenta per quello che è: uno spettro che ha sempre seguito la strega, fin da quando era piccola e talentuosa nelle arti magiche, uno spettro che riporta il nome di Axeman.

Dall'altra parte della barricata invece c'è Marie Laveau, la signora Vodoo che riceve la visita non del tutto inaspettata di Queenie, la corpulesta strega fin dalla sua presentazione è sempre stata affine al vodoo essendo una bambola vodoo vivente, motivo per cui un incontro con la signora delle arti caraibiche era perlomeno scontato da aspettarsi, a questo si aggiunge una sonora dose di stronzaggine e di stereotipazione (la prima dovuta alle scelte finali di Queenie, la seconda al suo regime alimentare).



E' un episodio che purtroppo si regge su eventi incoerenti con il resto della storia e della psicologia dei personaggi, in rapida successione e senza un giusto intervallo di tempo.
Passi il tentativo fallito (da se stessa) di uccidere Kyle, ma per Zoe l'uccisione di un personaggio secondario (viscido quanto vuoi ma nonostante tutto, relativamente innocente e di parte) è una cosa assolutamente inverosimile nel processo evolutivo della streghetta.

Stesso discorso per le frequenti e ormai imbarazzanti scelte sessuali della saga: dai due morti viventi che scopano allegramente finendo con il farlo pure a tre passando per l'incontro tra Axeman e Fiona che nonostante le scelte di sceneggiatura, resta il momento più ALTO di tutto l'episodio.

E di Delphine Lalaurie che dire? Che sta lanciando con le sue incredibili (stavolta senza ironia) doti recitative e con l'evoluzione del suo personaggio storico, un messaggio che potrebbe essere di fondo alla saga: il passato è la chiave del nostro presente e il timone del nostro futuro? o possiamo cambiare e scegliere ogni volta il nostro percorso senza dover fare i conti con il nostro passato?

The Sacred Taking


Una guerra tra due fazioni così vicine ma anche così moralmente (e strategicamente) opposte.
Vodoo e Stregoneria, due facce della stessa moneta per i chiesaroli bigotti ma due anime profondamente diverse così come diverso è l'esercito composto dalle streghe e l'esercito di giamaicani e neri americani del vodoo al soldo di Marie Laveau.

Dopo gli ultimi avvenimenti anche Queenie è passata dalla parte del vodoo ma questo smuove l'animo di Cordelia che, consapevole che la sua istituzione e congrega sta cadendo a pezzi, riunisce le streghe sopravvissute ed oltre: si uniscono alla congrega anche Misty Day e Myrtle Snow, amorevolmente curata dalla ragazza bionda della palude, dopo essere stata bruciata sul rogo da Fiona.
Ancora una volta l'elemento cardine della lotta è Fiona o meglio, spazzare via la Suprema ormai prossima alla morte per far posto alla nuova Suprema che possa guidare le streghe contro gli affiliati del vodoo: Myrtle è sicura di ciò che ha visto, è Misty Day la suprema di nuova generazione.


Dopo un rituale volto a passare i poteri da una suprema all'altra tocca il momento fatidico: eliminare la strega arrivista e meschina dal globo e far accedere Misty al suo posto.
Eliminarla però vuol dire infrangere i rigidi ordini della congrega, meglio piuttosto indurla al suicidio mostrandogli ripetutamente i suoi fallimenti e le sue vittime (Madison e poi Myrtle), il suo abbandono alla vita e il futuro abbandono di Axeman, l'unico a cui finora Fiona abbia dato davvero importanza in termini sentimentali.
Fiona alla fine si arrende e ingoia pillole a manciate condannando la sua esistenza ma è logico aspettarsi da Jessica Lange un colpo di scena.
Ci pensa Spalding, spettro dopo essere stato eliminato nella puntata prima a far rinsavire Fiona e poi a farle scoprire anche a lei, l'identità della nuova suprema.

Gli eventi si susseguono davvero rapidamente in questo episodio e passano da Nan, in missione per salvare l'uomo della porta accanto al gruppo di streghe che tenta di far passare forzatamente il testimone della nuova Suprema, anche macchiandosi di un terribile errore: tentare di far suicidare una suprema che non vuole suicidarsi.
Ritorna in scena anche se per un breve lasso di tempo anche il marito di Cordelia, il cacciatore di streghe che punta a Nan ma finisce con l'uccidere la madre bigotta della porta accanto e ferisce gravemente il ragazzo.


La risoluzione dell'ottimo incipit purtroppo non mi convince: dopo aver visto Myrtle Snow e Madison Montgomery viva e aver scoperto l'intrigo ai suoi danni e a quelli di Spalding (per il quale ormai è troppo tardi) Fiona reagisce fin troppo bene e l'indomani si siede con la figlia a bere caffè, è logico aspettarsi che la vendetta è un piatto che va servito freddo ma un simile evento avrebbe messo in moto una catena irrimediabile ed immediata di eventi, questo raffreddamento non mi convince.

Così come non mi convince l'atteggiamento di Queenie che consegna Delphine alla regina del vodoo ma poi sembra pentirsi del gesto e gli porta pure del cibo.

Non convince del tutto nemmeno il deus ex machina dell'episodio: Spalding che nonostante le doti recitative di Denis O'Hare diventa un tuttologo degli eventi e praticamente azzera la suspance e l'inganno ordito dopo settimane di episodi e di sottotrame, rivelando ogni singolo dettaglio alla suprema che ora è nuovamente a piede libero.

American Horror Story offre sempre spunti demenziali tipo il clistere purificativo di Cristo, ma sicuramente offre anche un intrattenimento che non si vuole prendere troppo sul serio, un intreccio di trame e sottotrame così fitto che si fa fatica a pensare che fra meno di 10 episodi, tutto svanirà e si concluderà lasciando tutto risolto.

Rimango dell'idea che se si vuole ricercare in Coven una miniserie d'alta qualità, questa bisogna sia ricercata nelle meravigliose interpretazioni degli attori (chi più, chi molto meno) e non nel susseguirsi delle scene e degli eventi.

Alla prossima con il nono episodio, Head (chissà di chi! Non si è capito nell'epilogo!)






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