28 ott 2013

The Walking Dead - Cosa vi siete persi?


Parlare di questa serie è un po' (proverbialmente) come andare al cimitero: ci vai per incontrare persone care ma è sempre una sofferenza andarci proprio per le emozioni che ti scatena.

Quel misto insomma di "voglio vederlo perché ho condiviso con lui emozioni" e "so che mi farà male rivederlo"

The Walking Dead è una serie che ha promesso tanto, è stato partorito e curato da grandi nomi del cinema, ma è diventato lentamente un supplizio, qualcosa che purtroppo non sono ancora in grado di allontanare definiivamente dalla mia vita


Sarà anche il fatto che la serie creata e sviluppata da Frank Darabont e derivata da una delle opere fumettistiche più brillanti e crude degli ultimi venti anni.

Creata da Robert Kirkman nel "lontano" 2003 narra le avventure di Rick Grimes, un poliziotto di periferia coinvolto, come tutta l'umanità, nell'apocalisse zombie: un mondo in cui i morti tornano a camminare ed a cibarsi di qualsiasi cosa respiri.

Frank Darabont è invece il regista de "Il Miglio Verde" uno dei film più commoventi e difficili dell'intero arsenale sfoderato dai libri di Stephen King, qui Darabont dava davvero il meglio di se' e in un certo senso, lo ha dato anche a The Walking Dead, ma solo per poco.

Era però il caso di dire, che la realtà superava di molto la fantasia: così come nelle tavole a fumetti si alternavano anche piuttosto frequentemente i personaggi secondari (perché morti, separati dagli altri, scomparsi), anche alla direzione della serie. Darabont è durato poco, sostituito da uno degli autori che è poi stato falciato a sua volta.

Un'apocalisse di showrunner quindi.

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Stagione 1


La stagione si apre come un normale poliziesco, una sparatoria tra le forze di polizia e dei criminali, finisce con il farne le spese lo sceriffo Rick Grimes che rimane in coma, al suo risveglio in ospedale il mondo è mutato.
Non si capisce bene per quanto tempo ma Rick si risveglia in un ospedale deserto in cui vagano mostri cannibali senza anima, cadaveri e intere file di sacchi da cadavere sparse ovunque, un caos che domina ogni cosa e la morte che avvolge ogni scorcio.
Rick tenta di ricongiungersi con la famiglia ma la moglie Lory e il figlio Carl non ci sono, ovviamente il loro destino sembra oscuro e tragico.
I suoi "nuovi" vicini sono persone invece che hanno visto l'inizio della fine e sanno adattarsi, Morgan e Duane Jones, padre e figlio dispersi in un mondo ostile ma coscienziosi e ben preparati ad affrontarlo, almeno così pare.
Grazie a Morgan, Rick trova la via per Atlanta, la città americana è però diventata un'enorme tomba ed un'esca per le povere vittime che incappano in migliaia di zombie vaganti.
Rick viene salvato appena in tempo da un massacro da un gruppo di sopravvissuti, penetrati nella città per rifornimenti.
Qui Rick incontrerà diverse figure: Andrea, Glenn, T-Dog, Merle, Carol e molti altri, tornati al loro campo base, Rick ritroverà il suo collega Shane Walsh e anche la sua amata famiglia.
Finalmente ricongiunti, il gruppo vivrà felice e contento e...FINE.

Ovviamente no, le cose cominciano a peggiorare fin da subito, gli zombie penetrano nel campo e massacrano alcune persone, gli altri sono quindi costretti a fuggire e allontanarsi da Atlanta, passando per il CDC, il centro ricerche per le malattie infettive dove sarà loro accennato da l'unico scienziato sopravvissuto, alcune cose del morbo che ha sterminato l'umanità.

La prima serie è un capolavoro! 6 episodi! Solo sei episodi di cui uno scritto dall'autore stesso Robert Kirkman, bastano per affrescare un mondo al declino ed un gruppo eterogeneo di umani che lotta per rimanere viva, anche se come il titolo suggerisce, i veri morti che camminano sono loro, l'unica incognita è il tempo che resta loro.

La serie fu talmente potente in termini visivi e qualitativi che il canale AMC finanziò ancor prima che iniziasse TUTTA la stagione, convinta che avrebbero avuto tra le mani un piccolo tesoro reddittizio, e fu proprio così!

Finiti i 6 episodi, tutti erano sbavanti, ululanti di angoscia nel sapere che ci sarebbe voluto un anno per rivedere Rick e soci.

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Stagione 2


Ancor prima di iniziare, le beghe organizzative della seconda stagione di The Walking Dead iniziarono a farsi sentire, a peggiorare la situazione ed infine rovinare (forse irrimediabilmente) l'anima di questo prodotto drama-horror.

Frank Darabont viene liquidato dalla produzione e la sua traccia registica rimane nei sei episodi iniziali, dei tredici che compongono la stagione.
I.Peggior.Sei.Episodi.di.qualcosa.
Le premesse erano buone, anzi ottime ed il materiale fumettistico era usato in quantità non esagerate tale che i lettori avrebbero ritrovato familiare alcune cose ma avrebbero gustato un nuovo modo di vederle, un nuovo punto di vista.
Solo che il punto di vista di The Walking Dead è stato quello di un gruppo di cartonati stereotipati, esseri incapaci (a causa di alcuni limiti recitativi e a causa delle sceneggiature) di provare la stessa linea di pensiero per due episodi consecutivi.
Peraltro l'arte di Darabont (e sfortunatamente anche di chi lo ha sostituito...ma vedremo) è stata quella di relegare le figure femminili ad esseri che dessero piacere ai maschi o che in casi diversi, comandassero a bacchetta il gruppo imponendo usi e costumi del 1850.

Elementi che appesantivano la serie, iniziata benissimo con una scomparsa misteriosa e proseguita con una storyline conosciuta nel fumetto come "fattoria di Hershel" che è poi la location e il personaggio new-entry della stagione.
Hershel, a differenza del resto del mondo, non condivide il barbaro massacro delle creature zombificate, confida che un giorno non lontano qualcuno troverà una cura e potrà far rinsavire le persone, poco importa che intanto le suddette persone non hanno più le ossa sottopelle o deficitino di arti, occhi e organi vari.
Hershel accoglie il gruppo a patto che non appena ritrovata la piccola fuggitiva Sophia, il Rick Team se ne andrà per la sua strada.
A metà stagione Sophia viene trovata, assieme a tutti gli altri zombie trovati da Hershel e diligentemente messi da parte nel fienile della fattoria.
Il seguito sarà solo uno scambio di informazioni, duelli verbali, sfide intellettuali tra i due leader del gruppo, gli ex amici Rick e Shane che hanno condiviso mille avventure e la stessa donna.
Scomparso Darabont, Glen Mazzara cercherà di correre ai ripari offrendo trame decenti, facendo rimanere al proprio posto determinate persone e sacrificando personaggi ben lontani dall'essere ammazzati (Dale in primis).
Alla fine della stagione si contano svariati deceduti, tra cui Shane e la distruzione della fattoria che faceva da bucolica cornice al tutto.

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Stagione 3

La pesantezza narrativa della seconda stagione e il fatto che in tredici episodi non è successo un beneamato, fanno sperare male i milioni di appassionati sparsi nel mondo per la terza stagione ma Glen Mazzara ha una trovata geniale: introdurre gli elementi portanti della stagione 3, nel finale della seconda.
Come a voler dire "Scusateci, ora vi offriremo questo, contate su di noi".
Gli elementi portanti sono due in particolare: il  personaggio di Michonne, un'agguerrita donna con katana e zombie al guinzaglio e la prigione statale.
La prima salverà il personaggio di Andrea da morte certa, separandosi con lei, la seconda sarà l'obiettivo principale del gruppo di Rick che per volontà di Mazzara, passerà alcuni mesi fuori dai suoi recinti, aspettando il momento migliore per penetrarvi e prendere possedimento.

La prigione nel fumetto gioca un ruolo cruciale nell'economia dell'intera storia, qui avverranno i fatti più duri e sconvolgenti non solo del fumetto in se' ma di buona parte dell'industria del fumetto internazionale.
Fatti che EFFETTIVAMENTE Glen Mazzara introdurrà in un solo sconvolgente episodio nel quale moriranno due personaggi, T-Dog (l'unico nero in un horror, ad essere giunto così lontano) e Lori che morirà dando alla luce la figlia bastarda di Rick (o di Shane, Games Of Thrones non è stato chiaro sul concetto di bastardi).
Questo comporterà diversi sbilanciamenti all'interno del gruppo di Rick e soprattutto all'interno di Rick che inizierà ad avere le visioni mistiche come Fantozzi e aggredirà con estrema facilità chiunque tenti di riportarlo al copione.

Dall'altra parte la prigione porterà alla comparsa della comunità di Woodbury e del suo suadente leader, tale Governatore. Un uomo talmente umile che non rivelerà mai il suo vero nome e per rilassarsi in casa avrà una dozzina di teste mozzate in alcuni acquari.
Le due comunità dopo essersi tenute a debita distanza riscalderanno gli animi che si infuocheranno sempre di più (complice il fatto che in una risiede Daryl Dixon, gran supporter di Rick e soci e nell'altra risiede il fratello Merle, separatosi dagli altri fin dalla prima stagione) arrivando quasi allo scontro fisico e che culminerà in.......niente!
Niente! Nienteeeeee!
Un finale come la terza stagione è qualcosa che dir demenziale è dir poco, un Governatore che non governa anzi. Uno scontro fisico che viene rimandato a...quando? Una battaglia di intelletto tra due lumache asessuate, stratagemmi che finiscono con il nulla più assoluto ed un'uscita di scena prevedibile che però non porta reazioni emotive, non come lo aveva avuto il trapasso di Lori.
E con la terza stagione se ne va anche Glen Mazzara che rimane produttore, subentra a lui Scott Gimple e qui...inizia la QUARTA STAGIONE.
Rimane a testimonianza il coraggio di Mazzara di recidere le piante grasse del cast o gli elementi ritenuti all'unanimità, fastidiosi come la dissenteria.
Anche se il maggior pregio della terza stagione rimarrà l'episodio "Clear" scritto da Scott M. Gimple (lo showrunner si!) che riporta alla mente le atmosfere deserte, malinconiche e umane della prima stagione, con il ritorno di Morgan Jones e la comparsata del "dolce principe", il viaggiatore solitario con zaino da campeggio.

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Extended Content

.L'episodio migliore della serie è Vatos della prima stagione, a parimerito con la season premiere della terza nel quale tutti, anche seppur in diversa misura, ci siamo illusi che le chiacchiere erano arrivate alla fine.

.Norman Reedus (Daryl Dixon) è forse l'elemento non-fumettistico più carismatico uscito dalla serie tv, scalzando addirittura il Governatore (che a ben poco della sua controparte cartacea) e Tyreese (tirato fuori dalla terza stagione ma ben poco conforme al suo sosia fumettistico)

.E' stata pensata e avvalorata l'ipotesi di uno spinoff dedicato a The Walking Dead, un diverso punto di vista e altre ambientazioni, una sorta di The Walking Dead: Miami o cose così!

.A differenza del fumetto che gli ha dato vita, la serie televisiva The Walking Dead ha "ucciso" i personaggi di Andrea e Sophia, due entità che ancora esistono (per ora) nel fumetto

.Ogni Season Premiere di TWD ha registrato ascolti da Guinness dei primati arrivando a punte addirittura di 16 milioni di spettatori solo in USA, tali ascolti hanno decretato la serie come la più vista di tutti i tempi e ha di volta in volta permesso la creazione di una stagione successiva...e noi ce lo prendiamo in saccoccia.



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